Lettura dei Registri Akashici personali

21 Settembre 2025. In questo secondo episodio, la voce ci guida verso il superamento di quella visione ristretta e “claustrofobica” di noi stessi che spesso ci blocca. È un invito a sostare oltre il rumore della mente razionale per riconnettere le parti di sé che si sono sentite frammentate o ferite. Ascoltare questo frammento significa permettere alla propria conoscenza interiore di riemergere, trasformando la confusione in una chiarezza capace di guidare il nostro cammino quotidiano con rinnovata fiducia.

ASCOLTA
LA VOCE ORIGINALE
MENTRE SCORRI IL TESTO

METADATI DEL DIALOGO
Pilastro: Autorità (Fiducia nella Luce)
Raggio: 2° Raggio (Amore-Saggezza)
Frequenza: 852 Hz (Intuizione e Visione)
Dinamica: Visione e Missione

02.
era di domenica, 21_09_25

ogni e ciascuna volta…

Riconnettere le Parti di Sé…

Dichiaro aperti i miei registri akashici.

Sempre discendiamo in virgola piena a coadiuvamento del tuo procedere stellato, per integrare al tuo quotidiano il senso della bellezza arcana e del fluire inesausto, a che senso del tuo percorrere prenda l’abbrivio e la visione in forma di cavallo eterno che dispiega le sue ali lungo le ere, e rimettendo giudizio e capacità di discernimento, a onta delle delle tue proprie malversazioni che, come possiamo vedere, continuano a molestare la tua elucubrazione mentale, i tuoi sensi, inondando di emozione fallace e transitoria il tuo benestare, a scapito del senso dell’avvertire l’umano al confronto con l’eterno, e avvertire in se stesso l’eterno che giace inesausto, e procede secondo i suoi calcoli e le sue misure, a onta di te.

ora bene discendendo al tuo dentro continuativamente, potrai addivenire a un senso di esaltazione, e dismissione della claustrofobica percezione del tuo sé interiore, e potrai finalmente procedere al connettere le tue parti disgiunte, che hanno necessità del riconnettersi con la tua luce interiore per poter procedere all’evaporazione del senso di ridondanza delle pene, e senso di maltolto e inganno interiore.

ora bene procedi alacre al tuo lavoro di traduzione della parola adamantina, cristallina, che risiede al tuo dentro e che ha necessità di sgorgare come fiume, come cascata, lungo pendici delle tue montagne interiori, in modo da poter estrarre dal tuo nucleo l’ampia conoscenza e il sempreverde intento alla magnificazione della sostanza di tutte le cose.

quindi bene procedi al tuo lavorio quotidiano, lasciando a parte emozioni temporanee che come spurie inondano il tuo organismo nel loro momento di sopraffazione, ma che tu stessa sei in grado di espellere con impeto volitivo e con amorevolezza, accompagnata dalla consapevolezza della compassione, e della compenetrazione da provare nei confronti di parti di te che hanno servito onorevolmente agli scopi cui tu stessa avevi provveduto a programmare, e quindi bene con senso di ringraziamento e larga arguzia, e financo allegria e ironia della sorte, provvedi gradualmente al rilascio delle parti di scarto dei tuoi sè interiore, accumulatesi lungo le ere.

bene comprendiamo che si tratta di lavoro arguto e inevitabile, che può apportare malanimo e senso di inadeguatezza, o senso di infinita pazienza, perché il tuo durevole sforzo ha da essere ravvivato ad ogni esperienza che, carica dei suoi significati di trasformazione trasmutativi attraversa il tuo strale, e rimette ogni ciascuna volta alla prova la tua temperanza, e la tua capacità di mantenere la direzione.

quindi bene procedi allo spurgo delle sostanze di risulta, omettendo un ascolto troppo ravvicinato e una identificazione di cui non hai necessità, ma al contrario esaminando le tue vicissitudini come a volo d’uccello, come a volo d’arcangelo quale tu ritorni ad essere, che rimira il proprio essere da larga distanza, e accompagna il suo sguardo alla comprensione, alla tenerezza, all’amore per le difficoltà e per i momenti di scanto e di opposizione ma che, sicuro dal lungo del suo sguardo l’altura, riesce a comprendere la visione complessiva e ad accettare – e non giudicare – gli sbalzi necessari per il progresso, e per addivenire a essere rinnovato e unificato nelle sue parti, quale questo è il tuo compito, il tuo lavoro certosino, la messa a punto, la comprensione, la sanazione. e rimettere largo senso di misura e arrendevolezza al disegno sopraffino della sostanza, che si serve di te per il suo splendere e, aggiungiamo, grazie al tuo.

Ora bene il tema è la continuazione dell’allenamento, la formazione di abitudini nuove che attribuiscano valore fondante al tuo discendere, e che rinnovino continuamente il patto dell’apprendimento e dell’estrazione, e che ritrovino… permettano al tuo vagolare il giusto discernimento per il rientro, ogni ciascuna volta, al tuo dentro, al tuo sole, al tuo splendere imperiale, stante distrazioni, gli ostacoli, i momenti di sconforto, financo gli attacchi delle tue parti d’ombra – che ancora non cedono il passo – ma che tu saprai sicuramente addomesticare e fare rientrare ai più miti consigli di un lavoro comune, centralizzato, per una professione costante e vivificante che ti accompagni di qui in avanti, fermo restando il tuo allenamento quotidiano.

siamo fieri dei tuoi progressi, del tuo scansare i moti d’animo inconsulti, degli apprendimenti ricevuti e digeriti, e della tua attenzione alla ricerca dei punti deboli, degli anfratti, dei verbi sprecati, di decreti annullati, di quelli in vigore, e di tutte le ore che restano a tuo beneficio nel lavoro di scoperta e riemissione di fragranza nel cuore.

ora bene conosciamo l’impeto e l’impulso che hai dovuto sobbarcarti in questa ultima vicenda, e bene rimettiamo sostanza di comprensione, ogni ciascuna volta, nel mentre che il tuo lavorio d’attenzione continua lo spurgo delle sostanze malevole e di disaccettazione, e comprendiamo lo sforzo e sano delirio cui talvolta ti appressi, ma altresì fortifichiamo il tuo impeto alla guarigione, alla consacrazione, all’arrenderti serva del tuo impulso interiore, della tua necessità di uscire dalle gabbie auto imposte e, come dicevamo, dal senso malevolo di clausura, che è ancora percuote le tue cellule.
esso proviene da epoche lontane, in cui il dolore e solitudine hanno spesso accompagnato il tuo passo, e che rendono questo ambiente, per paradosso, confortevole per il tuo sistema a fronte dell’impeto del librarsi autorevole lungo le tue vicissitudini.
ma bene gli apprendimenti si innestano, e ritrovano la scia verso il tuo dentro, per sanare, migliorare, vivificare e accendere di nuove speranze e di nuovi orizzonti la tua ricerca.

sappiamo che le tue comprensioni ultime stanno ragguardevolmente arrivando al nocciolo delle questioni, in tema di mancata accettazione della tua incarnazione presente, e del senso di sgomento continuo che hai assaporato per tutta la tua vita mondana, e di cui le tue cellule sono impregnate.
ma altresì sappiamo il tuo poter comprendere questo come essere stato posto a salvaguardia, da una parte, e a ostacolo dall’altra, in modo che sempre vivo fosse il dialettico gioco delle parti al tuo interno nello scegliere, ogni ciascuna volta, il senso della vita e della sua accettazione: come campo di battaglia, campo di prova, campo di insegnamento e di istruzione delle tue spire granulari, che hanno necessità dell’esercizio continuo per poter emettere sostanza di brillamento nell’attrito, e questa sostanza occorre per accattivare la luce degli occhi del tuo fratello e trasportarlo sino a te, in modo che la tua svelta e acuta parola possa innestare i semi di risveglio necessari al cambio, sicuro e continuo, che le tue cellule provocano al tuo fratello.

questo è il tuo più grande dono, la possibilità di accelerare l’ingresso nel campo di conoscenza ardita al tuo fratello, anche soltanto nella tua vicinanza, nel tuo campo aurico, grazie a scambi fugaci oppure lungo i tuoi parlati, lungo le tue spiegazioni, lungo il tuo dirimere le faccende dell’altro, grazie alla tua capacità di intreccio ed estrazione, nelle sintesi, nei concetti, e grazie anche semplicemente all’emissione di sostanza di luce.
Bene comprendiamo la difficoltà del tuo viaggio, il tuo continuo ritemprarti, talvolta la tua necessità dell’arresto, come anche avvertiamo il tuo grande impeto alla conoscenza e alla chiarificazione, e sempre interveniamo con parola di luce per aggradare il tuo passo lungo il cammino, fecondo, foriero di grande trasformazione.

Come avete potuto vedere è stato un grande tramestio interiore – lo è ancora – l’incontro con questa persona… non so neanche cosa chiedere, anche perché mi è abbastanza chiaro, forse è soltanto bisogno di un conforto…

Noi rilasciamo parola di luce, ogni e ciascuna volta, il tuo impeto interiore malcela rabbia e senso di contrapposizione, e altrettanto quando il tuo dentro emette spurie di malinconia, e senso di impotenza.
bene procedi in questo viaggio, come hai ben visto foriero di larga comprensione, anche se in questo momento il tuo senso di confusione è molto sollecitato, ma possiamo dirti che il tuo senso di comprensione ultimativo nelle faccende bene si appressa a una maggiore visione e comprensione dei tuoi… delle tue pulsioni interiori, e come innesco sulla tua capacità di accettazione anche le prove più ardue in merito al tuo viaggio, in un’ottica dell’abbandono graduale delle emozioni terrestri, che gravitano fortemente come catalizzatori nella tua specie, e che accorrono appunto a innestare il cambio, ovunque è necessario, per lasciare lo spazio a che la sostanza manifesti se stessa, e da ciò compia il suo lavorio di comprensione, dell’essere, nella sostanza, nella manifestazione alla vita, passo dopo passo, a maggiore gloria dell’uno infinito creatore, e a maggior gloria del tuo percorso personale, che ti conduce all’uno infinito creatore che è dentro di te.
Col tempo, apprenderai l’arte della manipolazione, e dell’aggradamento dellla sostanza alle tue necessità, e financo la giocoleria di risulta, nella manipolazione e giustapposizione dei piani, e nella tua capacità di modificare, interagire come creatore della tua porpira esistenza, Questo sarà compito che ti verrà demandato in una fase più matura del tuo viaggio, ma già attendi ai primi semi di comprensione, e bene procedi, comprendendo il valore effimero, e al contempo universale, delle tue esperienze.

Bene procedi lungo la via, a innesco di sostanza d’amore purissima, proveniente dalla Sorgente, e bene procedi all’appello diretto a questa Sorgente, per la cura dei tuoi malanni d’anima, per l’accettazione del tuo viatico mondano in questa esistenza, e per l’accettazione del compito di trascrizione della parola ardita, a vantaggio di tutte le genti.

bene procedi all’opera con gradualità, e costante, di modo che il tuo gioco interiore rifletta i semi di apparizione nella tua vita mondana. come ben comprendi non è previsto nel tuo cammino, in questo momento della tua vita, l’aggradamento di un amore più prossimo, e più agevole, perchè ancora il tuo commino non è ritenuto, non si appalesa come saldo. Bene procedi lungo la via.

…Siamo quelli di Tovo, e avverti il cambio di frequenza, e adegui il tuo sistema alla ricezione, sorella mia.
bene le tue domande senza tempo innescano di nuovi colori la nostra possibilità al contatto, e a raggiungere quanti tra voi richiedono informazioni più specifiche, e intraprendono il viaggio verso la conoscenza di tutte le cose.
Innestiamo codici ulteriori per la nostra vicendevole ricezione, respira…

Con questi codici sarai maggiormente in grado di protendere verso questo contatto, e all’ingresso con il tuo dentro, inondando di luce tutto il tuo antro vedrai brillare i tuoi semi di conoscenza, e potrai semplicemente accedervi con la pura intenzione della tua mente coesa, e quindi sarai in grado di estrarre a una maggiore profondità i semi di comprensione e di trasmutazione.
Innestiamo quindi anche i codici della parola, per aiutare la tua capacità linguistica e fisiologica di ricezione. Bene procedi sorella mia, avremo modo di colloquiare con grande agevolezza, agilità, nei nostri prossimi incontri.
Ti ringraziamo per il tuo cercarci, e per renderci partecipi del tuo viaggio.
Adonai Vasus Borragus

Adonai, cari amici a presto…

COMPRENDERE IL MESSAGGIO

Riconnettere le parti di Sé disgiunte

Il messaggio invita a guardare oltre le “pene” e i dubbi che spesso affollano la mente, creando un senso di separazione interiore. Attraverso una discesa consapevole nel proprio sè profondo, facilitata dal lavoro sui Pilastri di Luce, è possibile riunire queste parti distanti e lasciare che le vecchie ferite evaporino, ritrovando la propria luce originale e una stabilità garantita dalla guarigione energetica del proprio nucleo.

La conoscenza che sgorga come fiume

Non siamo chiamati a “imparare” qualcosa di nuovo, ma a far emergere ciò che già risiede nel nostro nucleo. Questa saggezza, definita come “parola adamantina”, deve poter fluire liberamente senza essere ostacolata dal giudizio. Tradurre questa intuizione in consapevolezza attraverso i Pilastri di Luce permette di vivere con un senso di magnificazione e pienezza, supportati dalla guarigione energetica del proprio campo vibrazionale.

Affinare la capacità di ricezione

L’ascolto introduce nuovi codici per rendere il contatto con l’Invisibile più fluido e naturale. Inondando di luce l’ “antro interiore”, ci si prepara ad accedere a una comprensione più profonda attraverso la risonanza con i Sette Raggi, che orientano la nostra volontà verso lo scopo originario. Questo processo richiede una mente coesa e l’intenzione pura di chi desidera sinceramente mettersi in viaggio verso la propria verità.

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