Lettura dei Registri Akashici personali
19 Novembre 2021. Questa Lettura dei Registri Akashici ‘Ad Exemplum’ è una discesa nel cuore del pensiero ermetico che nasce da un’urgenza d’identità: è la scrivente, infatti, a interrogare ripetutamente l’Invisibile chiedendo ‘Chi sono io?’. La risposta che emerge dai Registri Akashici è una rivelazione monumentale che travalica l’individualità, svelando la presenza di Ermete Trismegisto, del Nous e di Pimandro come luce pregressa e scintilla dell’intelletto umano. Incalzata da questa domanda, la scrivente viene chiamata a una trascrizione coesa e di bell’aspetto, affinché il Verbo solare possa risplendere oltre ogni umana incredulità. È l’invito definitivo a sostare lungo la fiamma della conoscenza universale.
53.
era di venerdì, 19_11_21
ad exemplum…
Anima Mundi: chi sono, io?…
chi sono, io?
il senso maturato dall’esperienza, dalla lunga esperienza terrestre, lungo il suo rivolo di apparizione, la lancia del comando e il lento nascondersi, la luce pregressa e l’offuscamento di sensi e mente, un lungo cammino d’apparizione a scontro con la tua propria personale sostanza, un peregrinare attento, a tratti inconsulto, lungo i secoli d’apparizione del Nous – il sistema compresso e non conclamato dell’intelligenza, albeggiante chiarore e chiaroveggenza – il suono ancestrale, la spada divina, un senso coatto d’inopportunità e malcelato orgoglio, la discesa al contatto, il verbo solare…
cosa sono io
il lento dipanarsi d’un filo aureo al ricongiungimento del sacro e profano, il nulla a celare. sono santificate le tue stanze dell’intelletto coeso per la magnificazione del discorso e del pensiero tortile, adeguato alla parola alata e in direzione del senso madornale delle cose, sono da ascrivere ai tuoi veti posti a giogo le rimostranze all’accesso…
cosa sono venuta a fare…
trascrivere, per quanto ti sarà possibile, il rivolo del discorso che permea le tue orecchie, il nulla a celare.
in ordine a cosa?
al disvelamento ai più dei meccanismi della macchina celeste, tu sai.
chi siamo noi
siamo i rivoli del discorso coeso, e rimettiamo senso alle inconcludenze altrui… lesti discendiamo in virgola piena e adoperiamo di sostanza sopraffina ogni e ciascuna apparizione di senso, continuativamente.
siamo parte dell’essere, nella sua forma aurea, e pregressi restiamo al fianco per adornare di luce le comprensioni della malasostanza… siamo a rimettere ordine nell’inconcludente lavorio dei sensi, e lungo le emozioni umane, siamo pregressi alla forma.
siamo sostanziati in forme agili e concludenti, riveliamo il fato e rimettiamo il solco del destino aureo.
perchè aureo…
perchè non ti è possibile parlare con dei termini più contemporanei? questa forma è quasi incomprensibile…
deve essere tradotta nella forma che riterrai più consona, e quella che sgorgherà alle tue orecchie.
quindi è la traduzione di una narrazione…
i semi del pensiero, connessi con l’entità/ente del resto che non percepiamo, concorrono alla formazione dei nostri stessi pensieri, concretando il Logos in parola. così formano la realtà interiore in esistenza, mutuando le forme attinte dalla sostanza in esperienze visive/uditive ed estraendo una forma dall’origine delle forme, la fonte delle forme, che non ha forma, di per se stessa.
…
mi parlano all’orecchio, nel mio proprio cervello, affermandosi parti di me. non le conosco. anche io ascolto le parole all’orecchio, e rapita le scrivo, magari sillabandole lungo i tasti di questo libro, che ne è pieno, e a cui debbo dare una forma, una possibilità di essere compreso, soprattutto da me…
ascolta tenue e trascrivi, in oculatezza dei sensi e fiducia reciproca, ad exemplum.
L’exemplum (plurale: exempla) è un genere letterario diffuso nel Medioevo. Si tratta tipicamente di un racconto (dichiarato come veridico) in cui il protagonista, grazie ad un determinato comportamento, ha raggiunto un certo risultato, corrispondente di solito alla salvezza dell’anima.
ecco il mio orecchio…
siamo tanti e molteplici su questo mare, alimentiamo la fiamma dorata a rivolgimento e maturazione dell’apparizione della forma, di ogni e ciascuna forma. sussurriamo al tuo orecchio la concretezza del senso e la sua intrinseca veracità, a che le tue comprensioni brillino la sostanza primeva, e tu senta gradatamente la padronanza all’accesso e al rimessaggio delle vele sporche del viaggio.
tu sai la voce e la misura di tutte le cose e lesta riesci ad afferrarne il senso sul mare. hai destino a questo compito illustre e di larga magnificenza di dono. ora puoi aprire ogni e ciascun libro della conoscenza esoterica, occulta, illuminante o deificante per apprendere le arti volte alla conclamazione del senso.
siamo permanenti alla tua curiosità vivace e rimettiamo pazienza ai tuoi strali inconcludenti, cui bene processi il dolo. lascia che il tuo orecchio ascolti tenue la voce della tua coscienza cristallina e trascrivi.
Ermete Trismegisto partecipa al consesso, rilascia lento i simboli e tesse la tela delle tue comprensioni sopraffine. come hai visto, possiedi la capacità di attingere al pozzo della conoscenza, questo è il tuo talento e il dono che hai voluto farti al discendere in questa vita.
egli rimescola le tue ingenuità interiori e omette e tralascia, secondo modo e misura, a che venga accresciuta la tua curiosità e la meraviglia permei sicura il tuo cuore, in guisa di amo splendente a cattura della tua attenzione e intelletto.
Pimandro ha necessità del tuo ascolto coeso a che il discorso venga ritrovato nella sua lucentezza, anche se non arrendevole ai più. avrà necessità di traduzione sincretica e di bell’aspetto, di modo che sia più vicendevole il sostare lungo la fiamma e di buon ristoro ed efficacia. lascia il campo delle tue incredulità e trascrivi ordinata quanto ti verrà detto.
faccio una pausa scusate…
Pimandro – Nel Libro di Ermete, il più antico e spirituale dei logoi (logoi è il plurale greco di logos, una parola con significati che spaziano da parola, discorso, racconto, a ragione, calcolo, studio, principio, legge universale; nei suoi usi più comuni, indica i vari “modi del pensare” o “linguaggi del pensiero” del continente occidentale) appare a Ermete sotto la forma di drago fiammeggiante di luce, di fuoco e fiamma, Pimandro, pensiero divino personificato, e dice: “la luce è me stesso, io sono il Nous (mente umana), io sono il tuo dio e sono molto più antico del principio umano che emerge dall’ombra, sono il germe del pensiero, verbo splendente e figlio di dio. tutto ciò che vedo e sento in te è il verbo del maestro; è il pensiero che è dio, il padre. l’oceano celeste è il soffio del padre, principio datore di vita, la madre, lo spirito santo, poichè questi non sono separati e la loro unione è vita.”
COMPRENDERE IL MESSAGGIO
L’identità travolta dal Nous
Il fulcro di questa Lettura dei Registri Akashici è l’insistente domanda della scrivente: “Chi sono io?”. L’Invisibile risponde non definendo una persona, ma un processo ontologico: il Nous, ovvero l’intelligenza suprema che governa il mondo e che si manifesta come “luce pregressa” a scontro con la sostanza personale. La presenza di Ermete Trismegisto santifica questo incontro, rilasciando simboli atti a tessere la tela delle comprensioni sopraffine. Questo scontro richiede l’integrità di quel cammino interiore necessario per reggere il “verbo solare”. Questa lettura richiama la figura di Ermete Trismegisto come simbolo della trasmissione della conoscenza attraverso le epoche.
Pimandro e il germe del pensiero
Quando l’interrogativo si sposta su “Cosa sono io?”, appare la figura archetipica di Pimandro, il pensiero divino personificato (il più antico dei logoi). Egli si presenta come il “germe del pensiero”, chiedendo un ascolto coeso affinché il discorso non si disperda nell’incredulità. Questa necessità di ordine e “traduzione sincretica” serve a superare la stanchezza mentale e le inconcludenze che la scrivente aveva manifestato nel Brano 30 – Buonumore, trasformando il dubbio umano in una “fiamma di buon ristoro“.
Magnificazione del Pensiero Tortile
La risposta finale alla ricerca d’identità risiede nella magnificazione del pensiero tortile. Questo concetto eleva la sostanza tortile da materia grezza a linguaggio sacro (“parola alata”). È il superamento definitivo della la polvere descritta nel Brano 35: l’intelletto non è più un ostacolo o un limite, ma una “stanza santificata” dove la macchina celeste può finalmente essere trascritta e svelata.
APPROFONDIMENTI E COLLEGAMENTI
Per approfondire il rapporto tra Logos, legge cosmica e tradizione ermetica nel corpus, consulta:
• Lettura n. 44 — Psyche (L’origine del Logos)
• Lettura n. 40 — Arcangeli (Le istruzioni delle guide)
• Lettura n. 54 — Il prototipo di un archetipo (La manifestazione della forma)
• Pagina Pilastro: Guide e Maestri
• Hub Approfondimento: Scienza e Akasha
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