Lettura dei Registri Akashici personali
30 Agosto 2011. Questa Lettura dei Registri Akashici agisce come il “sigillo” finale delle Origini del Dialogo. Se nel brano su Ermete Trismegisto l’identità era un’indagine filosofica, qui l’Anima Mundi definisce lo Scriba Angelico come un “utensile di pensiero”, chiamato dai Messaggeri di senso a mondare il sentimento affinché il fato si realizzi attraverso la scrittura. Questa lettura del 2011 potenzia la trasmissione della lampada, già apparsa nelle Istruzioni degli Arcangeli: una rimembranza d’antico splendore che richiede rigore e silenzio. Dalle visioni teoriche sul Prototipo di un Archetipo, il testo ci riporta alla concretezza della “scia dei piccoli sassi“, ricordandoci che ogni nobilitazione passa per l’umiltà di chi raccoglie segni permanenti per il consesso eterno.
56.
era di martedì, 30_08_11
chi sono…
Anima Mundi: il prototipo d’un archetipo2 (cit. 2011)
ESTRATTI
scendono… in vite prostrate da secoli di beatitudini inutili… vivificano, sorvegliano, respirano – univoci/molteplici – ad accompagnare il senso d’un passaggio evoluto, ricerca d’un senso perduto, contenitori di solitudini, d’accese speranze, talvolta miscelatori d’inganni, o d’orgasmi, anche stanchi…
riempiono… otri panciuti di venerabili oggettivazioni, scontano emozioni, son angeli antichi, messaggeri di senso, e guardan stupiti la molta stoltezza…
si mostrano… utensili di pensiero, mondando il senso del sentimento innervato, e realizzano il fato, il suo divenire, tutte le spire del lato più insano, l’arcano, il gusto del sesso, il santo imprecare, la luna nel mare, raccontano storie…
ricorda… sei già stata storta, il lume imperiale si ferma sul fare, a onta di senso si lascia trovare…
mischiano… soli gemelli, nuvole d’esperienze sincrone, luci affilate dai mari, presupposti arcani, evidenze, malcelate coscienze…
…rifletti… le vie dei destini infuocati, lasciti arditi di finestre di stupori, e soli, cuori, generati d’umana sapienza, coscienza d’infinito ardire, di lampade votive, celate dai venti, nei singoli orienti…
vivifica… il rumore del mare, non farti accecare, munifica il dono, il responso, la chiave… lo vuole il signore, l’anelito, il palpito, l’accesso divino, il sacro splendore…
… seicento anime ho dato… mi sono recato, ho spinto il furore… ti chiedo di stare a lungo nel cuore, ascolta i semi d’umana sapienza… in tempo di giostra recati dal pontefice, inoltra i tuoi passi di lucida coscienza, di benevolenza, ritenta la scia dei piccoli sassi e mima sui denti… ti lascio imprecare, sul piccolo mare… inoltra sostanza e vuoto rumore, arresta il frangente, il frastuono, il tepore… ritempra speranza e arresta la danza, riporta il vocare, ancora, sul mare… esso è oceano di beatitudini e soli incrociati, raggiunge speranze, rinnova le istanze, congiunge il sereno, acceso, nel pieno…
ha un senso questo consesso?
lampada… vuol dire rimembranza d’antico splendore, accesso ardito all’infinito tepore, si lasci ascoltare la chiave, s’innesti di grano il vago splendore, e orride valli, orride messi malcelano i suoi passi ma il tempo, l’accesso, son lì proprio ad un passo… aggiunge stupore al piccolo cuore, gestisce l’arresto, la via ed il nesso, arreca malanno o piccolo danno, ritempra speranze in piccole stanze… si stanino i voli d’antichi sudori, rammenta le sorti d’umana speranza, s’innesta di senso d’una lontananza, ormai certa, velata di venti stranieri e sommi piaceri, arreca il suo danno, ricentra lo scranno, ha lasciti d’arditi sapori…
ora, va…
fiat lux immemores albae, sic nobilitatur angelicus scriba et nunc laudabimur in spolia ecclesia ad aeternum.
traduzione:
‘Sia fatta la luce immemore dell’alba, così viene nobilitato l’angelico scriba e ora saremo lodati nelle spoglie della chiesa in eterno’.interpretazione:
Fiat lux immemores albae: Invoca una luce originaria (l’alba) che, essendo “immemore”, è pura, priva di condizionamenti passati e costantemente nuova.Sic nobilitatur angelicus scriba: Definisce la funzione di chi scrive. Lo scriba non è nobile per doti umane, ma viene “nobilitato” dall’atto stesso di farsi canale per i Messaggeri di senso.
Et nunc laudabimur in spolia ecclesia: Una promessa di permanenza. La “lode” (il valore del messaggio) risplende nelle spoglie (l’essenza spogliata dai dogmi) della Chiesa intesa come assemblea spirituale universale.
Ad aeternum: Sancisce il valore del testo come “segno permanente” che resta impresso nel tempo.
COMPRENDERE IL MESSAGGIO
Lo Scriba Angelico e la Luce Originaria
30 Agosto 2011. In questa Lettura dei Registri Akashici l’Invisibile si manifesta definendo la propria natura non come entità astratte, ma come “utensili di pensiero“. Essi sono i custodi del senso, messaggeri antichi che osservano l’evoluzione umana con uno sguardo che trascende il tempo. Non intervengono per semplificare l’esperienza, ma per vivificare il passaggio, agendo come “miscelatori di speranze” e contenitori delle solitudini umane.
La funzione dello Scriba e il flusso della trasmissione
Il brano rivela la dinamica profonda della canalizzazione: una “lingua interiore” che scende e permea la sostanza stessa di chi riceve. La figura dello scriba diventa il punto di innesto tra l’infinito e il quotidiano. Come già emerso nelle prime fasi di questo dialogo (si veda ad esempio il Brano 01 sulla Compassione), il contatto richiede un “arresto del rumore” per permettere alla “trasmissione della lampada” di innervare il testo di senso.
L’Anima Mundi e la vertigine del riconoscimento
La definizione di Anima Mundi come “prototipo d’un archetipo” richiama la sostanza plastica e creativa dell’universo, quella matrice che, pur mutando nelle forme, resta immutabile nei suoi principi elevati. In questo spazio, l’Invisibile invita lo scriba e il lettore alla “trasmissione della lampada”: un atto di custodia attiva dove la luce del senso deve essere mantenuta viva e vibrante affinché possa “innervare il testo”. È un invito a ritrovare le “lucciole di stupore” nel fango del quotidiano, trasformando la vertigine del vuoto in un atto di fede e bellezza. Superando il “bruto ronzio” della mente e arrestando il rumore, l’anima si fa contenitore capace di accogliere questa eredità di luce, approdando a una comprensione del destino che è, al contempo, estasi, responsabilità e sacra custodia.
L’Investitura e il Segno Permanente
Il culmine del brano risiede nell’investitura formale espressa dalla formula: «fiat lux immemores albae, sic nobilitatur angelicus scriba et nunc laudabimur in spolia ecclesia ad aeternum». Qui, la nobilitazione dello scriba non è un titolo di merito umano, ma una condizione ontologica dettata dal farsi “utensile” (concetto cardine già emerso nel Brano 54 sulla natura dell’archetipo): una luce originaria (l’alba) che è sempre nuova poiché libera dal peso della memoria condizionante.
Lo scriba angelico è chiamato a raccogliere le vestigia di una spiritualità universale, spogliata dai dogmi, per trasmutarle in segni permanenti. Questa lode eterna non appartiene al singolo, ma alla “trasmissione della lampada” (di cui troviamo le prime fondamentali direttive nelle Istruzioni degli Arcangeli) che brilla nelle stanze del tempo, trasformando il compito della scrittura in un atto di servizio verso il consesso umano e divino, sigillando così quel percorso iniziato attraverso l’esplorazione del Sé e dell’Oltre.
APPROFONDIMENTI E COLLEGAMENTI
Per approfondire il tema del canale e della missione spirituale nel corpus, consulta:
• Lettura n. 40 — Arcangeli (Le istruzioni delle guide)
• Lettura n. 25 — Noi (L’identità delle presenze)
• Lettura n. 54 — Il prototipo di un archetipo (La manifestazione della forma)
• Pagina Pilastro: Il Libro dei Dialoghi
• Hub Approfondimento: Guide e Maestri
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