Lettura dei Registri Akashici personali
27 Dicembre 2021. Questa Lettura dei Registri Akashici segna un punto di svolta nelle Origini del Dialogo. Dopo l’investitura dello Scriba Angelico, il linguaggio si fa geometrico per svelare la meccanica della creazione. Attraverso la metafora del “Cappello Parlante“, veniamo condotti dal Vuoto al pensiero inespresso (Noûs), fino alla manifestazione nella parola (Lògos). È un invito ad albeggiare chiarore, trasformando il segno grafico in un atto di consapevolezza e segno permanente nel tempo.
44.
era di lunedì, 27_12_21
cappello parlante…
albeggiare…
ESTRATTI
eccomi fratelli, avete accompagnato il mio viaggio sin qui, eccomi alla discesa…
se sia più consono il cappello parlante o l’arcano disgiungere causa ed effetto; se sia più semplice ricondurre i passi a entità sovrannaturali o semi di comprensione celeste; se sia più logico discendere o l’inerpicarsi lungo le frastagliate pene e l’industriata analisi del senso compiuto; se sia più vertigine consapevolezza o stolto malaffare; se sia più lecito industriarsi alla ricerca di senso o l’orrendo affacciarsi lungo le rivolte dell’orlo; se sia più semplice vivere o lasciarsi vivere, lungo le interminate discese, a scomposizione del senno; se sia più ardito lo spremere di meningi o l’affannarsi ad un ricordo che non torna; se sia più lieve al passo il rimembrare una pena o un’allegrezza senza confine; se sia…
così è, così discende, così si inarca e così ritorce, in virgola piena, l’albume del senso conclamato o la discesa agli inferi, quelli personali, quelli d’ogni giorno, il lento procrastinare, l’insensatezza, il cammino ritorto, il veto oscuro, o quello che sia…
siamo alla discesa alacre al tuo richiamo, rinnoviamo il patto, riaccendiamo i lumi della comprensione, ritroviamo forma coesa e lesti dipaniamo il lento procedere lungo il cammino ardente, lievi sui sassi posti a ostacolo al cammino, o lungo le accorte peregrinazioni mentali.
siamo angeli del chiarore e riflettiamo l’umana apparizione in virgole di comportamento e lucida follia dei sensi. rimettiamo splendore e arcano disvelamento a coloro che riescono ad entrare nell’antro della ricerca ed esprimere la propria manifestazione…
eccomi, di nuovo…
abbiamo da trascrivere il senso dell’umana trasformazione, che inerisce il potere personale di manifestazione nell’esistere e nell’apparire. siamo tutti transustanziati dalla sostanza tortile, sostanza primeva e primigenia che mutua il suo apparire lungo i filari della parola espressa, il cui seme germinativo approda alla proclamazione in materia d’esistenza conclamata. ogni e ciascun pensiero reca il senso dell’apparizione dal vuoto e concreta materia plasmabile e vitale. tutto dipende dalla parola coesa che, avvicinandosi alla fonte, mutua da essa la forza surgiva di apparizione da vuoto.
siamo tutti albeggianti chiarore e promessa lungo questo processo, che alberga l’immateriale forza del discendere ed apparire, e a questo tutti attendiamo, alacri, in risultanza di apparizione.
perchè parliamo di missione
a sostanza si serve di noi esseri matrici per concretarsi da vuoto assoluto. senza l’integrazione del pensiero immaginifico e coeso essa non potrebbe disvelare i suoi infiniti rivoli di apparizione. il compito è concretare l’invisibile, discendere dentro il vuoto ed estrarre materia viva e marcescibile, onde il processo di perfezionamento renda coesi i suoi strali a rilucenza di luce e etereo trapasso da vuoto a concretamento.
a cosa serve
alla ridondanza della pena e al giacere interte lungo la sostanza tortile, lungo le innumerate discese.
ora il processo della magnificazione del senso ha da essere disvelato ai più, per permettere il passaggio al lauto pasto e al discendere in virgola piena e allegra dipanazione del significato del funzionamento della macchina celeste, tu sai.
la fine d’un servaggio antico come l’uomo, un veto d’ostacolo posto contro l’evoluzione umana a che non si appropriasse dissennatamente del lascito, e non restasse ad inficiarne lo sviluppo. ma ora siamo chiamati tutti a partecipare al consesso divino, in ordine alla trasformazione in esseri senza sostanza, o di altra sostanza, per coadiuvare il lento processo della trasformazione.
abbiamo parlato di modi e formule…
si, certi della tua venuta abbiamo preparata una tavola di comprensioni sintetiche che bene aiuterà il tuo dipanare la matassa intricata della complessità delle tue comprensioni.
dite pure
questa ha da essere trascritta in modo grafico, di cui sei artefice, per la tua comprensione piena.
come possiamo procedere
certi della tua venuta albeggiamo chiarore, disegna…

Noûs: L’intelletto come sede della comprensione e capacità di cogliere il senso profondo delle cose.
Lògos: La parola e il pensiero che si esprime nel discorso, principio razionale universale.
Transustaziazione: In questo contesto, il passaggio in cui la sostanza del senso si rende manifesta e operativa nella comprensione.
Sostanza Tortile: La sostanza primeva e primigenia che mutua il suo apparire lungo i filari della parola espressa.
COMPRENDERE IL MESSAGGIO
Dal Noûs al Lògos: la Meccanica della Manifestazione
Questa Lettura dei Registri Akashici pone il lettore davanti alla vertigine della scelta: abbandonarsi al ricordo o “spremere le meningi” per estrarre l’albume del senso dal quotidiano. In questa fase delle origini del dialogo, la lettura diventa un’indagine metodologica sulla natura della realtà e sulla responsabilità del testimone.
Albeggiare il Chiarore
Il messaggio si chiude con l’ordine di una trascrizione grafica per ottenere una comprensione piena. “Albeggiare chiarore” non è solo un’immagine poetica, ma l’annuncio della fine del dubbio. Come nelle Ad exemplum, il percorso richiede di “aleggiare” sopra la materia, preparando il salto verso il passo successivo del percorso, la Soglia dei Registri Akashici.
Il Solco e la Bellezza del Cosmo
Il brano pone un dilemma esistenziale: è meglio il “peregrinare assente” o il rientro nel passo nel solco della pena umana? La risposta risiede nella “casta spericolatezza” di gridare la bellezza del cosmo, accettando la stanchezza e l’oblio delle persone come parte del moto armonico della conoscenza. Nonostante la vastità dell’impero superno descritto, il brano si chiude con il “dubbio ultimativo” della ragione, un elemento che garantisce l’autenticità del cammino interiore intrapreso, richiamando quell’industriata presenza necessaria per non perire lungo la via.
APPROFONDIMENTI E COLLEGAMENTI
Per approfondire il rapporto tra Logos, coscienza e tradizione sapienziale nel corpus, consulta:
• Lettura n. 44 — Psyche (L’origine del Logos)
• Lettura n. 53 — Ad exemplum (La tradizione ermetica)
• Lettura n. 44 — Il prototipo di un archetipo (La manifestazione della forma)
• Pagina Pilastro: Il Libro dei Mutamenti
• Hub Approfondimento: Scienza e Akasha
Prosegui il dialogo nei Registri

